Stagione 2025/2026 | 16 dicembre 2025

 




THE BREAKING ICE


Titolo originale
: Ran Dong
Regia: Anthony Chen
Sceneggiatura: Anthony Chen
Fotografia: Jing-Pin Yu
Montaggio: Hoping Chen, Mun Thye Soo
Musiche: Kin Leonn
Scenografia: Luxi Du
Costumi: Li Hua
Interpreti: Dongyu Zhou (Nana), Haoran Liu (Li Haofeng), Chuxiao Qu (Han Xiao), Ruguang Wei (fuggitivo), Baisha Liu (compagna di squadra di Nana)
Produzione: Anthony Chen, Meng Xie
Distribuzione: Tucker Film
Durata: 97’
Origine: Cina, Singapore 2023
Data uscita: 13 marzo 2025


Nella fredda Yanji, una città al confine settentrionale della Cina, il giovane Haofeng, in visita da Shanghai, si sente perso e alla deriva. Per caso, partecipa a un tour guidato da Nana, guida turistica che lo affascina all'istante. Lo presenta a Xiao, che aiuta i genitori nel ristorante di famiglia. I tre legano rapidamente durante un fine settimana. Affrontando i loro traumi individuali, i loro desideri congelati si scongelano lentamente mentre cercano di liberarsi da un mondo ghiacciato.
Presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e poi al TIFF - Toronto International Film Festival, “The Breaking Ice” si apre su Haofeng (Liu Haoran), un giovane ragazzo cinese con un lavoro di prestigio e una depressione che lo spinge a pensare al suicidio. Quando si reca a Yanji, città al confine tra Cine e Corea del Nord, incontra Nana (Zhou Dongyu), una giovane guida locale dal quale rimane stregato e che - complice anche un telefono smarrito - lo invita a passare la serata con lei e Han Xiao (Qu Chuxiao), ragazzo con il quale ha una relazione dai contorni poco delineati e piuttosto complicati. Quella che doveva essere una cena tra estranei si trasforma nell'amicizia istantanea tra i tre che, sebbene appartenenti a realtà sociali differenti, si riconoscono. Ad accomunarli quel senso di inquietudine che attraversa la generazione alla quale appartengono. Nato nel corso della pandemia, il film rispecchia quello spaesamento di chi si è ritrovato improvvisamente costretto dall'immobilismo forzato a fare i conti con la propria vita.
Nella Generazione X (ma anche in quella dei Millennial) si sono fatte strada una serie di domande che mettono in discussione il costrutto sociale nel quale ci troviamo. A cosa serve lavorare senza sosta per poi non vivere la vita o non prendersi cura della propria salute mentale? Haofeng racchiude alla perfezione questo sentire. Mentre Nana e Han Xiao fanno i conti con una quotidianità vissuta ai margini. Nell'indagare la loro amicizia, “The Breaking Ice” parla di identità individuale e collettiva e di cosa significhi entrare in relazione con qualcuno nell'era dell'iper connessione e della solitudine. Anthony Chen realizza un film dove tanto viene detto anche attraverso le immagini, i silenzi, gli sguardi e i gesti dei suoi protagonisti. I rimpianti di Nana, le paure di Haofeng e le proiezioni di Han Xiao non hanno bisogno di tante parole. Bastano una cicatrice o una telefonata a svelarci cosa c'è nel loro cuore.
Il triangolo, omaggio a “Jules et Jim” per stessa ammissione del regista che celebra il film di François Truffaut con una citazione, è centrale per permettere ai protagonisti di riemergere da un lungo respiro trattenuto nel quale erano sprofondate le loro esistenze. Primo film in Cina per il regista di Singapore, “The Breaking Ice”, è ricco di metafore in cui la natura gioca un ruolo fondamentale. Su tutte la gita sul monte Changbai diviso in due dai confini cinesi e nord coreani. Su quell'invisibile linea di demarcazione in bilico tra due realtà si gioca il loro destino. Il prima e il dopo, il passato e il futuro. Visivamente curato, merito anche della fotografia di Yu Jing-pin, il film di Anthony Chen ha tratti e snodi narrativi riscontrabili in altri film dello stesso genere, ma dalla sua ha l'intuizione di fotografare la Cina contemporanea e i suoi giovani, tra disillusioni e nuove prospettive. Oltre alla raffinatezza di alcune sequenze. Su tutte quella di un incontro tra Nana e Haofeng sotto la doccia. Poetica, malinconica e sensuale.
Nato del corso della pandemia, “The Breaking Ice” è la risposta di Anthony Chen a quell'energia nervosa che aveva accumulato in due anni chiuso in casa. Un film completamente diverso dai suoi lavori precedenti per genere e approccio che vede al centro due ragazzi e una ragazza della Cina contemporanea provenienti da realtà sociali differenti. Quello che li avvicina è un sentire comune, la crisi esistenziale di un'intera generazione. Chen mostra la loro complicità e, senza indugiare troppo sulle parole, lascia che siano i gesti e gli sguardi a raccontare le loro storie. Sebbene alcuni passaggi e atmosfere risuonino come familiari, il regista di Singapore ha la capacità di creare sequenze di una bellezza e poetica che rimangono a lungo con lo spettatore.
Manuela Santacatterina, Movieplayer.it


Nell’inverno di Yanji, città al Nord della Cina prossima al confine con la Corea del Nord, il timido Haofeng (Liu Haoran) presenzia con poco entusiasmo un banchetto di nozze. Poco dopo, per caso, si imbatte in Nana (Zhou Dongyu), giovane guida turistica. Un tour sul pullman con il quale lavora ed è subito amicizia. La sera stessa la ragazza gli presenta Han Xiao (Qu Chuxiao), altro coetaneo, che aiuta i genitori con il ristorante di famiglia.
Vincitore della Camera d’Or nel 2013 con “Ilo”, il regista di Singapore Anthony Chen ha presentato al Festival di Cannes - nella sezione “Un Certain Regard” - “The Breaking Ice” (curioso che il titolo originale, “Ran dong”, significhi letteralmente bruciare), tenero film sull’amicizia (sì, il triangolo c’è, ma è un aspetto della questione più sussurrato che spiattellato) e sul delicato momento di tre giovani chiamati a decidere del proprio futuro facendo pace con il proprio passato. Ed è forse proprio il trascorso di ognuno di loro il gancio di cui si serve Chen per costruire una drammaturgia semplice quanto si vuole, ma non per questo banale: Haofeng riceve telefonate da un centro di salute mentale che lo esorta a fissare un nuovo appuntamento, Nana ricorda i suoi trascorsi sulle piste di pattinaggio artistico, Han Xiao continua a vedersi riflesso nell’immagine di un uomo ricercato per rapina… 
Film dal tratteggio mai esibito, né per quello che riguarda gli aspetti più dolorosi né per i momenti più sensuali (magnifica la sequenza della ragazza sotto la doccia), capace di toccare corde emotive senza ricorrere a chissà quali incredibili espedienti. Tra scorrazzate in moto, serate nei locali, la tenerezza di un amore intenso e fugace, le cicatrici di un percorso - fisiche, come quella sulla caviglia di Nana, e interiori, come quelle di Haofeng, una vita di studi, un lavoro nella finanza di Shanghai, “e per cosa?” - che potrebbero rimarginarsi grazie alla libertà data da un incontro non previsto e la condivisione di attimi mai più ripetibili. 
Come la scalata interrotta verso l’Heaven Lake sulle cime della Changbai Mountain: gettarsi nel vuoto potrebbe essere un’opzione, ma non questa volta. E forse mai più.
Valerio Sammarco, Cinematografo.ii

ANTHONY CHEN
Filmografia:  
Ilo ilo (2013), Wet Season (2019), The Breaking Ice (2023)

Arrivederci a martedì 13 gennaio, con:
SOTTO LE FOGLIE di François Ozon, con Hélène Vincent, Josiane Balasko, Ludivine Sagnier, Pierre Lottin, Sophie Guillemin

Buone Feste a tutti!!!


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