Stagione 2025/2026 | 27 gennaio 2026

 



ARAGOSTE A MANHATTAN


Titolo originale
: La Cocina
Regia: Alonso Ruizpalacios
Tratto da: omonima opera teatrale di Arnold Wesker
Sceneggiatura: Alonso Ruizpalacios
Fotografia: Juan Pablo Ramírez
Musiche: Tomás Barreiro
Montaggio: Yibrán Asuad
Scenografia: Sandra Cabriada
Costumi: Adela Cortàzar

Interpreti: Raúl Briones (Pedro), Rooney Mara (Julia), James Waterston (Mark), Anna Díaz (Estela), Motell Gyn Foster (Nonzo), Laura Gómez (Laura), Eduardo Olmos (Luis Villa), Soundos Mosbah (Samira Oded Fehr (Rashid), Esteban Caicedo (Ratón), María Fernanda Bosque (Amy), Pía Laborde-Noguez (Susan), Shavanna Calder (Inez Julia Haltigan (Trisha), Lee Sellars (Chef), Bernardo Velasco (Salvador), Spenser Granese (Max), Nebli Basani (Liridon), Gustavo Melgarejo (Martin), José Luis Pérez (Ramirez), Esaie Atillus (Jonas), Jean Evens Florent (Petterson), María de los Ángeles Carmona (madre di Pedro), Roberto Oropeza (padre di Pedro), John Pyper-Ferguson (Homeless), Leo James Davis (Abe), Salma Álvarez (Citlalli) 
Produzione: Ramiro Ruiz, Gerardo Gatica, Alonso Ruizpalacios, Lauren Mann, Ivan Orlic per Fifth Season
Distribuzione: Teodora Film
Durata: 139’
Origine: Messico, U.S.A., 2024
Data uscita: 5 giugno 2025
In concorso al 74. Festival di Berlino (2024)


La storia d'amore, insieme tenera e burrascosa, tra un cuoco di origine messicana, Pedro, e una cameriera americana, Julia. Quando Julia scopre di essere incinta, Pedro prova a convincerla a non abortire, immaginando per loro due un futuro diverso, tanto più che la direzione ha promesso di fargli ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno. Le cose però si complicano quando viene scoperto un furto nella cassaforte del ristorante e nell'arco di una sola, incredibile giornata sarà messo in gioco il destino di tutti.
Al The Grill, ristorante iperfrequentato di New York, lavora una moltitudine di persone, tra cucina, sala e uffici. Ognuno con i suoi problemi, ognuno con le sue isterie. Tra di loro ci sono Estela, che trova un posto di lavoro, Julia, che dovrà prendere una decisione importante e Pedro, a cui l'esperienza di cuoco cambierà per sempre la vita.
Il primo merito del nuovo film di Alonso Ruizpalacios è ricordarci cosa sia davvero una cucina di un ristorante, al netto della rappresentazione idealizzata di certe pellicole patinate di successo.
Ovvero un microcosmo fatto di profumi, sapori, vapori, rumori, e prima ancora esseri umani. Un'umanità variegata, composta da persone di genere, culture, età e provenienze diverse, costretta a muoversi in un unico luogo secondo una gerarchia rigida, per nulla democratica, con turni di lavoro massacranti e ritmi indiavolati per soddisfare le innumerevoli pretese dei clienti. È su questo microcosmo che si concentra il film, mettendo in risalto sullo schermo tutto ciò che si cela dietro e durante la preparazione di un piatto. Non è tanto il cibo a interessare il regista, quanto gli incontri e scontri esplosivi tra chi lo cucina, il confronto acceso al limite della rissa tra lavoratori immigrati e sfruttati, sfiniti da un andirivieni incessante di richieste.
Sembra una commedia che cavalca il trend dei film sulla cucina, dal tenero “Ratatouille” al crudele “The Menu”, ma in realtà “La Cocina” si rivela un film profondamente politico e in questo suo spessore narrativo si fa interessante, in quanto metafora eclatante dello sfruttamento del sistema capitalistico sui lavoratori (specie immigrati), della prevaricazione dei potenti sui più deboli, della sopraffazione della classe dei privilegiati (i clienti, come i manager del ristorante) su quella dei lavoratori svuotati di sogni e di energia vitale. Va letta in questo senso la grottesca sequenza finale, un memorabile pianosequenza fracassone sull'implosione di un uomo, fatto a pezzi da una vita problematica e frenetica, spesa nell'entropia di relazioni di una cucina che è terra tutti e di nessuno. L'accostamento alla pluripremiata serie “The Bear” è comprensibile e opportuno, ma in questo film il passo narrativo è notevolmente più pigiato sull'acceleratore della politica e nella ricerca di uno smaccato realismo nel rappresentare una babele di lingue, insulti, sigarette consumate, risate e discussioni anche feroci. Colpisce la caratterizzazione approfondita dei personaggi, specie dei due personaggi cruciali Julia e Pedro, una cameriera gringa e un cuoco irregolare messicano.
Due instancabili lavoratori del The Grill, ma anche due amanti che si scambiano passioni, sogni e segreti in una cella frigorifera. Li interpretano Rooney Mara e Raul Briones, quest'ultimo in una performance memorabile che è metafora anch'essa del talento frustrato, mai valorizzato e portato all'esasperazione. Il film manda in frantumi l'utopia di un futuro migliore per tutti, quell'american dream tradito dalla realtà di tutti i giorni, eppure cullato nel cuore di tutti quei self made men che approdano ogni giorno in America in cerca di accoglienza e progresso e si ritrovano invece sbattuti tra pentole, umiliazioni e volgarità. L'uso del bianco e nero è funzionale a raccontare questa fiaba nera insieme grottesca e disperante, tratta non a caso dalla pièce di Arnold Wesker di cui eredita tutto l'impianto e l'impatto teatrale.
Claudia Catalli, MyMovies

(…… ) “Aragoste a Manhattan” è la, nuova opera del regista messicano Alonso Ruizpalacios, dove la cucina si trasforma in un vero e proprio melting pot culturale.
Inizialmente seguiamo la storia di una ragazza che ha lasciato il Messico per andare a lavorare in un ristorante di New York, dove c’è già Pedro, un uomo che conosce da tanto tempo, ma molto presto il film diventa un’opera corale in cui le dinamiche della cucina del locale fungono da metafora di tante riflessioni sociopolitiche, inerenti all’integrazione e alla condivisione di esperienze tra persone molto diverse tra loro. Al centro del film si intreccia anche la storia d’amore tenera e tormentata tra Pedro e Julia, una cameriera americana. Quando Julia scopre di essere incinta, Pedro prova a trattenerla, sognando con lei un futuro possibile, soprattutto ora che la direzione ha promesso di aiutarlo a ottenere il permesso di soggiorno. Ma quando una somma di denaro sparisce misteriosamente dalla cassaforte del ristorante, tutto cambia. Le indagini interne scatenano sospetti, tensioni e confronti. L’universo culinario diventa così un pretesto per ragionare sui rapporti umani, affettuosi e conflittuali, in un micro-universo fortemente simbolico, dove nessuno si fida dell’altro e in cui il proprio spazio di lavoro va preservato a ogni costo. Dopo aver stupito con film come “Güeros” e “Museo”, Ruizpalacios prosegue a mostrare il suo buon talento con questa pellicola quasi interamente in bianco e nero e in grado di valorizzare al meglio lo stile esuberante del suo autore. L’inizio e il finale sono eccessivi, anche e soprattutto da un punto di vista registico, così come ci sono un paio di scene troppo sopra le righe, ma questi limiti si compensano con momenti di altissimo livello, a partire da uno splendido e lunghissimo piano-sequenza che segna uno dei momenti di massima difficoltà del lavoro in cucina dei vari personaggi. Il risultato è un film altalenante, ma potente, che ha come valore aggiunto un cast molto affiatato: se la maggior parte delle attrici e degli attori sono poco noti, va segnalata la presenza di una star del cinema a stelle e strisce come Rooney Mara, nei panni di Julia.
Andrea Chimento, Il Sole 24 Ore


ALONSO RUIZPALACIOS
Filmografia:  
Güeros (2014), Museo - Folle rapina a Città del Messico (2018), Una película de policías (2021), Aragoste a Manhattan (2024)


Martedì 3 febbraio 2026:
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