Stagione 2025/2026 | 20 gennaio 2026
LA GAZZA LADRA
Titolo originale: La pie
voleuse
Regia: Robert Guédiguian
Sceneggiatura: Robert Guédiguian, Serge
Valletti
Fotografia: Pierre Milon
Musiche: Michel Petrossian
Montaggio: Bernard Sasia
Costumi: Anne-Marie Giacalone
Scenografia: David Vinez
Interpreti: Ariane Ascaride (Maria),
Jean-Pierre Darroussin (Robert Moreau), Gérard Meylan (Bruno), Grégoire
Leprince-Ringuet (Laurent Moreau), Marilou Aussilloux (Jennifer Jourdan), Lola
Naymark (Audrey), Robinson Stévenin (Kevin Jourdan), Thorvald Sondergaard
(Nicolas Jourdan), Geneviève Mnich (signora Kalbiak), Jacques Boudet (René
Toulouse), Jacqueline Vicaire (signora Toulouse), Géraldine Loup (nuova
badante), Miveck Packa (commessa La Gazza Ladra), Sophie Payan (giudice),
Pascal Rénéric, Jean-Jérôme Esposito (giocatori di carte), Cathy Darietto
(pescivendola), Angelo Stagliano (Gaby), Michel Petrossian (insegnante di
piano), Maximilien Fussen, Jonathan Guedj (rapinatori), Malek Hamzaoui (anziano
arabo), Bruno Ghariani (acquirente dello scooter), Ferdinand Verhaeghe
(poliziotto)
Produzione: Marc Bordure, Robert
Guédiguian per Agat Films & Cie/Canal+
Distribuzione: Officine Ubu
Durata: 101’
Origine: Francia, 2024
Data uscita: 17 aprile 2025
Maria ha passato la vita ad aiutare con grande
dedizione le persone anziane, instaurando con loro un forte legame di devozione
e fiducia. La sua condizione precaria, tuttavia, la porta ogni tanto a rubare
loro qualche Euro per togliersi alcuni sfizi. Quando per Maria si presenta
l’occasione per esaudire il suo desiderio più grande, ovvero quello di vedere
l’amato nipote diventare un grande pianista, la donna decide di spingersi oltre
i limiti, innescando una serie di conseguenze che metteranno a dura prova gli
equilibri della sua famiglia e di coloro ai quali ha dedicato la vita.
Maria è una donna matura che si
occupa di persone più anziane di lei. Alcuni la definirebbero badante, ma le
sue modalità comportamentali guardano altrove: è una compagna, una confidente,
una cuoca, persino un’amica in caso di necessità. Maria è sempre sorridente,
affronta la sua vita a tratti faticosa con una serenità che salta agli occhi,
con un’incrollabile fiducia nel presente più che nel futuro, nella benevolenza
del destino più che nella razionalità del quotidiano. Maria è di certo una
donna del popolo ma che non disdegna piaceri - come troppo spesso troviamo
nella narrazione standardizzata delle classi che si vorrebbero subalterne anche
nei desideri - che nell’immaginario sconfinano nel lusso. Quando compra i
filetti di spigola per il più affezionato dei suoi pazienti/datori di lavoro,
Robert Moreau, si fa mettere da parte una dozzina di ostriche che gusta con
piacere sotto il caldo sole di Marsiglia. Ma i soli peccati di gola non bastano
a essere felici, a solidificare una realizzazione intima e completa. Maria ha
una figlia, Jennifer, cassiera al supermercato e sposata con il camionista
Kevin, e un nipote adorato, Nicolas. Il ragazzino suona il pianoforte e Maria è
convinta che, con le lezioni appropriate e con il giusto maestro, possa vincere
un importante concorso e trovare in quello la strada per il futuro. Il suo
progetto non è contemplabile per le possibilità economiche della famiglia, ma Maria
non è donna che si scoraggia: con un inganno diluito dalla sfacciata dolcezza -
dalla semplicità e concretezza del suo fine - inizia, come la gazza rossiniana,
a rubare qualche soldo ai “suoi” anziani, arriva a far recapitare un pianoforte
a casa di Nicolas riciclando gli assegni che Moreau le dava per le spese
quotidiane. Senza volerlo, con una delicata trasparenza, cerca la felicità per
chi ama senza rendersi conto dell’eventuale dolo. O, forse, semplicemente
minimizzandolo perché ai suoi occhi quelle marachelle non comportano
l’infelicità di nessuno, permettendo invece quella dei suoi cari. Robert
Guédiguian disegna con “La gazza ladra”
un’ulteriore pagina del suo catalogo di operette morali ambientate nel
quartiere marsigliese de L’Estaque. Nei film di Guédiguian, ormai variazioni su
un ristretto ventaglio di temi umani e umanisti, riconoscibili e per questo
incisivi, rassicuranti senza perdere profondità, si incontrano sempre gli
stessi luoghi e le stesse facce - quasi ci si scorda che siano attori - ormai
familiari: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques
Boudet e molti altri. Questo cinema artigianale e personale, fatto tra amici,
intimo oltre la finzione cinematografica, aiuta a rendere fluido l’impatto
emotivo che porta e provoca, sia quando si esplicita con sfumature più tragiche
e politiche (come in “La villa” o “Gloria Mundi”) sia quando il discorso
engagée si tinge di tonalità più sfumate e sentimentali, immerse in storie
private di gente comune dal cuore grande e dagli incrollabili desideri come in “E la festa continua!” o in questo ultimo
lavoro. Forse è vero che Guédiguian fa ormai sempre lo stesso film, ma questa
decisione appare perfettamente consapevole: il modo più diretto e sincero per
costruire un percorso, per articolare un discorso - ancora: personale e
politico - che non corra il rischio di essere frainteso. Maria, la gazza ladra,
non si dichiara innocente, si dispiace certo di avere causato dei problemi a
chi le è vicino, ma non è pentita (ché il pentimento è forse un sentimento
troppo borghese) perché i suoi furti erano fatti in nome di una felicità, di
una speranza, dell’ipotesi di un futuro migliore. Maria non è un’ingenua ma non
vuole rinunciare a una sua piccola utopia. E, come in una favola, a sciogliere
i nodi e a sollevarla dalle colpe non sarà un intervento dall’alto (che sia
quello di un Dio o di una legge terrena) ma una catena di umanissimi atti
d’amore. Un cinema utopistico, programmatico nella sua naturalezza, di cui
abbiamo tremendamente bisogno.
Federico Pedroni,
Cineforum
L'Estaque è il 16esimo
arrondissement di Marsiglia, ed è il luogo dell'anima di Robert Guédiguian
(regista) e di Ariane Ascaride (attrice), coppia indistruttibile nel cinema e
nella vita. Quasi tutti i loro film si svolgono lì. Guédiguian ha 71 anni e una
lunghissima carriera. In Italia abbiamo conosciuto lui e Ariane per “Marius e Jeannette”, nel 1997, ma era
già il loro settimo film. Alfieri di un cinema sociale che riesce a essere
anche poetico, stavolta ci raccontano la storia di una donna anziana che è
disposta a tutto pur di far studiare il nipotino, che è un piccolo fenomeno del
pianoforte; anche a compiere piccoli furti a fin di bene, da cui il titolo
ariosamente rossiniano del film, “La
gazza ladra”. Nel precedente film “E
la festa continua!” Robert e Ariane avevano messo in scena i tormenti
politici di una militante di sinistra. Qui vanno oltre, e suggeriscono con
robuste dosi di ironia che l'unico modo per continuare a essere di sinistra è
rubare ai ricchi (o meglio, ai meno poveri) per dare ai poveri (anche quando i
"poveri" siamo noi stessi). In fondo si tratta di un'arguta metafora
di un'equa ridistribuzione della ricchezza. La co-protagonista del film è
Marsiglia, città/crogiolo del Mediterraneo, melting pot felicemente realizzato
non tanto sul piano sociale quanto nella convivenza civile dei personaggi.
Quello di Guédiguian è, a suo modo, un cinema dell'utopia.
Alberto Crespi, La
Repubblica
ROBERT GUÉDIGUIAN
Filmografia:
Dernier Été (1981), Rouge Midi (1985), Ki lo sa? (1986), Dieu vomit les tièdes (1989), À la vie, à la mort! (1995), Marius e Jeannette (1997), Al posto del cuore (1998), À l'attaque! (2000), La ville est tranquille (2001), Marie-Jo e i suoi due amori (2002), Mon père est ingénieur (2004), Le passeggiate al Campo di Marte (2005), Le Voyage en Arménie (2006), Lady Jane (2008), L'Armée du crime (2009), Le nevi del Kilimangiaro (2011), Au fil d'Ariane (2014), Une histoire de fou (2015), La casa sul mare (2017), Gloria Mundi (2019), Twist à Bamako (2021), E la festa continua! (2023), La gazza ladra (2024)
Martedì 27 gennaio 2026:
ARAGOSTE A
MANHATTAN di Alonso Ruizpalacios, con Raúl Briones, Rooney Mara, Anna Diaz,
Motell Foster, Oded Fehr



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